Il vademecum per le piante rampicanti

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Le buganvillea, il fiore della passione, il Glicine, l'edera, il Gelsomino: sono solo alcune delle molte piante rampicanti che abbelliscono molti giardini d'Italia. Sono chiamate rampicanti proprio per quella caratteristica intrinseca che permette loro di arrampicarsi su edifici, pergole, muri e paletti e di crescere dunque in verticale.

Se amate questo tipo di piante e volete inserirle nel vostro giardino è necessario conoscere alcune regole di base: in primo luogo serve un terreno che sia molto argilloso. Se il vostro giardino non risponde al requisito, dovrete aggiungere ghiaia e cocci che possano favorire il drenaggio dell'acqua. E' anche possibile inserire un impianto di drenaggio che vada posizionato in profondità a 50-60 centimetri. Il terreno una volta pronto va lasciato riposare affinché la messa a dimora delle piante avvenga in un momento in cui il terreno è fertile e ben strutturato. Il periodo migliore per piantare le rampicanti è la primavera (marzo-aprile) per tutte le zone del nord Italia, pertanto il momento giusto per preparate il terreno è gennaio, così da avere due mesi a disposizione per far sì che il risultato finale sia quello che desiderate. L'annaffiatura delle rampicanti è semplice: il substrato in profondità necessita di acqua ogni due o tre settimane. Va ricordato però che man mano che gli esemplari crescono le esigenze idriche aumentano.


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