15
Marzo
2013

Irrigazione a goccia: le tre tecniche

Si è parlato tanto di microirrigazione, una soluzione intelligente che permette di somministrare acqua alle piante lentamente, depositando l’apporto idrico vicino alla radice o nella parte del terreno adiacente alla pianta che si vuole innaffiare.

La microirrigazione (il cui nome deriva dall’inglese microirrigation o drip irrigation) è un sistema che negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio boom, perché, se progettato bene, permette di risparmiare acqua dato che questa viene somministrata con precisione, molto di più di quanto offrano gli altri sistemi irrigui, come quello a pioggia o a scorrimento. Un sistema irriguo di questo tipo si realizza, di norma, attraverso valvole, condotti e diversi tipi di gocciolatori. Sono tre le tecniche principali per la microirrigazione, ovvero l’ala gocciolante in superficie, l’ala gocciolante rincalzata e l’ala gocciolante in subirrigazione.

La prima consiste nell’impianto di irrigazione a goccia tradizionale, dove l’acqua in pressione raggiunge tutte le ali gocciolanti attraverso una condotta posizionata sul terreno.

Il secondo impianto, quello dell’ala rincalzata, prevede un piccolo rincalzo di qualche centimetro di terra sull’ala gocciolante (posizionata come nel primo caso ogni due file) per ridurre il fenomeno dell’evaporazione superficiale.

Infine la terza tecnica è quella della subirrigazione che prevede, a differenza degli altri casi, di posizionare i gocciolatori in profondità. E’ questo un sistema non monostagionale, ma destinato a durare nel tempo, anche per decenni.

L’irrigazione a goccia si basa sulla concezione che le colture hanno bisogno di poca acqua mirata, distribuita lentamente nel tempo. Per un risultato massimale.

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