05
Febbraio
2013

Energia pulita dall’ irrigazione

E se irrigare producesse energia? E’ questo l’obiettivo ambizioso dell’Università La Sapienza di Roma. Ambizioso, ma possibile: creare annualmente 350 milioni di kilowatt di energia pulita (che corrispondono all’incirca a 100 milioni di euro) utilizzando gli impianti di irrigazione per l’agricoltura già stanziati sul territorio. In sostanza produrre energia pulita, a costi contenuti.

Si chiama “progetto mini-idroelettrico” e prevede l’utilizzo di opere idrauliche realizzate per l’irrigazione con i fondi pubblici (e in particolar modo quelle finanziate dalla Cassa per il Mezzogiorno al Sud). Il grande vantaggio di questo progetto è che sarà possibile produrre energia attivando gli oltre 200 impianti degli Enti irrigui e dei Consorzi di bonifica, valorizzando in questo modo una risorsa già presente, l’acqua. Una risorsa che, ha ricordato Roberto Iodice, Commissario ad acta ex Agensud del Ministero delle Politiche Agricole, in occasione della presentazione, essere “pulita e inesauribile”.

Il progetto, inoltre, vanta un pregio non da poco: la sua attivazione non andrà a intaccare la finanza pubblica, già di per sé appesantita in questo periodo di crisi. I fondi infatti arrivano dall’ambito dell’attuazione dei programmi di infrastrutture irrigue approvati dal Cipe di competenza del Ministero dell’agricoltura. Non paghi il progetto porterà anche entrate, ovvero le quote annuali per la concessione all’uso idroelettrico dell’acqua da parte di tutti gli enti interessati. Energia pulita, costi ridotti e incassi garantiti: cosa chiedere di più?

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