21
Gennaio
2013

I satelliti, la soluzione per irrigare meglio

L’ultima frontiera sono i satelliti. Per porre il freno allo spreco d’acqua nell’agricoltura e per indurre i Paesi a irrigare in modo corretto e intelligente ci penseranno loro. I satelliti per il telerilevamento, le tecnologie Gis (Sistemi informativi geografici) e i modelli matematici sono infatti l’ultima branca green dell’agricoltura. Ad affermarlo è l’Istituto Nazionale di Economia Agraria nel corso di un workshop che si è tenuto all’inizio del mese di Gennaio al Cnr di Roma. Grazie ai satelliti, hanno stabilito gli studiosi, sarà possibile risparmiare acqua, sia in termini di qualità (utilizzando quindi la risorsa al meglio) che in termini di quantità, con un risultato che si preannuncia essere di un calo del 20% dei consumi d’acqua nel settore agricolo.

I dati sono frutto di una ricerca che si sta svolgendo nell’area di Caserta e che rientra all’interno di un progetto internazionale voluto dall’Union Europea e in cui sono coinvolte 18 istituzioni appartenenti a diversi Paesi, tra cui Italia, Spagna, Messico, Brasile, Egitto, Turchia e India.

Si tratta di studi al momento prettamente teorici, ma che potrebbero scrivere la parola fine su uno dei più grandi problemi dell’agricoltura, ovvero la corretta gestione (senza sprechi) di un bene limitato e importante come l’acqua. Lo scopo del progetto è quello di seguire le giuste misure ambientali stabilite dalla PAC, ovvero la politica agricola comunitaria, una delle politiche più importanti dell’Unione Europea, dato che impegna circa il 34% del bilancio dell’Unione stessa.

L’agricoltura è tutt’oggi il settore che più risente dei cambiamenti climatici, influenzato dalle alluvioni e dalla siccità. Una miglior gestione dell’acqua e una corretta politica di irrigazione potrebbero ridurre il problema degli sprechi, a vantaggio di tutta la UE.

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