29
Dicembre
2012

Irrigare fa bene.... al vino

Amanti del nettare di Bacco, appassionati di bianco e rosso, la qualità dei vini, oggi, non dipende solo dall’uva, ma anche dall’acqua. “Il futuro della denominazione si gioca anche sull’irrigazione” ha dichiarato in un’intervista al quotidiano veronese l’Arena, Christian Marchesini, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella.

Ebbene sì, anche l’irrigazione riveste un ruolo importante per la produzione di vini d’eccellenza, che tengono in auge il mercato italiano e che sono un vanto del Bel Paese all’estero. Il clima ballerino (la carenza di piogge e gli eventi atmosferici poco propensi) ha in questi anni reso difficile la coltivazione di viti e vigneti, a discapito del prodotto. Ecco che i nuovi metodi di irrigazione all’avanguardia, che si propongono l’obiettivo di ridurre gli sprechi e ottimizzare il fabbisogno idrico, diventano una soluzione non solo utile ma necessaria per continuare a produrre ottimo vino.

A questo proposito, proprio in Valpolicella è stato organizzato un convegno intitolato “L'irrigazione in Valpolicella, esperienze 2012 e sviluppi futuri”. Lo scopo? Studiare a tavolino tutti i metodi per sfruttare a meglio l’irrigazione a pioggia (ovvero quella che distribuisce l’acqua sotto forma di goccioline), la più adatta per le viti. Irrigare bene, consumando poco (e quindi spendendo poco) è la prima forma di sostenibilità che tutti coloro che amano la Natura dovrebbero prendere in considerazione. E oggi il brindisi appare più che doveroso: a un uso intelligente dell’acqua. Da parte di tutti.

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