17
Dicembre
2012

WaterBee, l’irrigazione sostenibile che coinvolge anche l’Italia

Nello scorso post parlavamo dell’importanza di un’irrigazione sostenibile, di una soluzione che potesse limitare i circa 2500 trilioni di litri d’acqua che ogni giorno vengono utilizzati nel settore agricolo. La risposta è arrivata recentemente dalla Comunità Europea con il progetto WaterBee, di cui l’Italia rappresenta uno degli otto paesi partner, insieme a Malta, Svezia, Irlanda, Spagna, Estonia, Cipro e Regno Unito.

WaterBee è un progetto presentato all’ultima fiera Eima International, una kermesse che unisce appassionati e lavoratori nel settore dell’agricoltura, del giardinaggio e della componentistica. Si tratta di un nuovo sistema di irrigazione in grado di ottimizzare l’acqua grazie alla presenza di alcuni sensori impiantati nel terreno. I sensori rilevano l’umidità del suolo e, attraverso un complesso software, calcolano il fabbisogno irriguo a seconda del tipo di coltura.

In forma sperimentale WaterBee è attivo dal 2010: in quindici mesi è stato dimostrato che questo nuovo prototipo è in grado di far risparmiare il 40% dell’acqua, senza penalizzare i raccolti e la resa. Ecco perché WaterBee si configura come un’importante evoluzione nel mondo dell’agricoltura. Tanti sono i vantaggi che potrebbe portare, dall’ottimizzazione delle risorse al risparmio di tempo, energia e denaro. Se le grandi aziende devono adeguarsi a queste evoluzioni, fatelo anche voi, nel vostro piccolo. Come? Grazie ad esempio ai sensori pioggia e agli impianti di irrigazione interrati che vi permetteranno di bagnare i vostri prati e i vostri giardini in modo automatico, senza fatica e limitando il consumo d’acqua.

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